SUPERPETROLIERA
"AMOCO MILFORD HAVEN"
L' affondamento
La HAVEN
è uno dei relitti maggiormente conosciuti tra i subacquei: di fatto essa
costituisce attualmente il relitto più grande giacente nel mar Mediterraneo.
Altri incidenti a petroliere di questa classe, ben conosciute, hanno causato
ingenti
danni ambientali, come nel caso degli incidenti occorsi in Gran Bretagna (nave
AMOCO CADIZ, 1978), Mauritania (nave MARIA ALEJANDRA, 1980) e Senegal (nave
MYCENE).
La nave stava tornando direttamente dal porto dell' isola di Karag (Iran) verso
GENOVA, sua tragica destinazione fatale, per le operazioni
di consegna del carico di petrolio. Si trattava del suo secondo viaggio di innaugurazione
poichè nel 1991, dopo essere stata colpita da un missile nel corso della
Guerra del Golfo, era stata riparata e rimodernata a Singapore.
L' incidente si verificò a causa di una tremenda esplosione a bordo,
mentre la HAVEN era attraccata al terminale portuale di
GENOVA MULTEDO e già aveva scaricato circa 80,000 delle 200,000
tonnellate
di prtrolio crudo che conteneva: probabilmente siruppe una pompa, ciò
causò l' incendio immediatamente e il capitano insieme con altri 4 membri
dell' equipaggio persero la vita sul posto. Alcuni rimorchiatori del porto riuscirono
a trascinare la nave incendiata vicino alla costa, dove poi la nave si spezzò
in 2 tronconi.
Il troncone di prua, dopo essere andato alla deriva per un certo tempo, affondò
alla profondità di circa 490 m.
La HAVEN si inabissò dopo 3 interi giorni di continue
esplosioni ed incendi e riversò in mare circa 140.000 tonnellate di petrolio.
Circa 40-50.000 di queste ricoprirono il fondale.
Questi incendi continui e ad alta temperatura ripulirono il relitto,
fondendo oggetti e ogni rivestimento a bordo: a causa di tale consumo di materiale
infiammabile e petrolio si presume che la quantità totale si sia poi
ridotta di un 80%, contribuendo ad una parziale riduzione dell' impatto ambientale.
Tuttavia ne è rimasta una quantità considerevole sul ponte e nei
grandi serbatoi interni, allo stato solido: dalle perizie susseguitesi si presume
che circa 10.000 tonnellate giacciano ancora in mare, mentre 20-30.000 tonnellate
si sono depositate nell' area circostante. Questi depositi, nel tempo, si sono
ricoperti di vegetazione marina, molluschi e fauna filtrante bentonica, che
avrebbe contribuito - secondo i rapporti ufficiali - ad un certo miglioramento
della qualità dell' acqua attraverso filtrazione, diminuendo così
in una certa misura la dimensione finale del danno da petrolio.
L' immersione
La HAVEN
giace su di un fondale sabbioso a 82 m. in perfetta posizione di navigazione
ed è diventata negli ultimi anni uno tra i relitti più desiderati
nella comunità subacquea, sia ricreativa che tecnica, particolarmente
per immersioni da fine settimana. Ad oggi non sussistono più problemi
ambientali di qualsiasi tipo per la salute dei subacquei durante l' immersione.
E´ tuttavia curioso osservare come, dopo immersioni in alcuni ambienti
chiusi della nave, le bolle rilasciate dai sub liberino ancora dalle pareti
del soffitto una piccola parte di materiale oleoso, che una volta in superficie,
ha il caratteristico odore del carburante.
Il traffico subacqueo viene occasionalmente controllato dalla locale Capitaneria
di Porto di Genova, poichè nel recente passato (2002-2003) sono occorsi
alcuni incidenti mortali: questi - secondo le perizie giudiziarie - si sarebbero
verificati a causa di errori di valutazione da parte di subacquei inesperti
ed in parte
anche a causa dell' incompetenza dell' istruttore subacqueo che li accompagnava.
L' immersione non è autorizzata senza il supporto di un DIving Center,
che normalmente effettua controllo preventivo dei brevetti.
Le autorità
portuali hanno predisposto un severo regolamento di accesso.
L' immersione al di sotto dei 40 m. è proibita a tutti i subacquei che
non sono in possesso di una certificazione Deep Diver (la Guardia Costiera locale
può applicare multe anche di 1.250 Euro, dopo aver controllato sul posto
certificati e computer subacqueo).
In ogni caso, se si è correttamente certificati (min. brevetto
Deep Air o Decompression Diver) non ci si deve preoccupare
dei controlli.
Il regolamento
HAVEN richiede un numero massimo di 3 subacquei per ogni
guida.
Questa è sicuramente una immersione mozzafiato: il luogo in superficie
è opportunamente marcato da diverse boe di segnalazione.
Si scende in caduta libera nel blu fino a raggiungere l' enorme camino, a circa
36 metri: la sua altezza era stata ridotta alcuni anni fa con il taglio, perchè
poteva costituire un ostacolo alla navigazione.
A
42 m. si sorvola il primo ponte, trovandosi di fronte il ponte di comando,
che si può facilmente penetrare attraverso le larghe finestre. A 45 m.
circa si tocca il pavimento del primo ponte: il ponte di comando fa parte del
complesso che lo unisce alla torre del camino, alta circa 25 m.attraverso una
dsagola di guida, utile in scarsa visibilità.
Rimanendo già solo all' interno di queste quote si può fare una
splendida immersione ricreativa di circa 45-50 min,. con una decompressione
di 8-10 min. in aria (mono da 15 lt.).